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Anniversari
don Maurizio Ventura foto da Fb Letizia LongoStupore e dolore. Non credo si possa
aggingere altro
a queste semplici,
belle e commosse parole di Letizia Longo :


E mentre scrivo incredula mi chiedo se avrò mai il coraggio di leggerlo.
Ci hai fatto proprio un bello scherzo da prete.
Tu sempre così rumoroso, caotico, travolgente sei andato via così silenziosamente.
Prima che sacerdote eri un amico ed eri Maurizio e lo sa bene chi ti ha visto guardare una partita della Roma, dove ti lasciavi andare a commenti decisamente poco ortodossi; lo sapeva bene il malcapitato che aveva la fortuna o la sventura di essere in squadra con te quando si giocava a carte e allora era certo che almeno un quarto d’ora non lo avrebbe passato per niente bene; lo sapevano i rovianesi quando alle gare dell’olio venivano squalificati in partenza perché a tuo dire avevano barato.


Ti ho conosciuto più di 14 anni fa, in un momento fondamentale per la vita di un ragazzo, in quel momento preciso in cui si inizia a scegliere da soli e scegliere le strade sbagliate è molto facile, le amicizie anche. E invece no, a me no! A me non è successo, perché tu mi hai preso per mano e mi hai fatto camminare nel tuo sentiero davanti a te, mi hai salvato la vita. Grazie a te ho conosciuto una realtà nuova, fatta di persone umili, non contaminate, tu mi hai regalato amici veri, amici sinceri, persone di cui non è certo pieno il mondo. Non hai mai portato nessuno a te attraverso la fede, ma molti di noi, al contrario, hanno conosciuto il bello della fede attraverso te. Non ci hai mai imposto cosa fosse giusto o sbagliato nei confronti di Dio e della Chiesa, ci hai sempre lasciati liberi di scegliere senza mai giudicarci. Il più grande tra i peccatori poteva essere tuo amico lo stesso e anzi, forse lo era il doppio. Eri una persona giusta, onesta, sincera, a volte anche troppo.


La maggior parte di voi ha avuto la fortuna di ricevere un sacramento da Don Maurizio: chi il battesimo, chi la comunione o la cresima, chi il matrimonio e questo ci accumuna tutti. Silenziosamente ha creato questa rete dove lui era il centro di tutto e tutti eravamo così collegati a lui e tra di noi. Questa è una magia: creare un’unica grande famiglia, lui lo ha fatto. Ognuno di noi almeno una volta ha provato il peso delle sue grandi mani, chi per una carezza, chi per uno scappellotto, chi per una pacca sulla spalla. La mia era una carezza sul viso sempre un po’ prepotente accompagnata dalla frase “Letì, allora quando ti sposi?”.

Tu mi hai insegnato che cos’è il perdono e a praticarlo sempre, mi hai insegnato l’arte del viaggiare, di creare punti base in giro per il mondo, di lasciare un segno e creare sempre nuove amicizie, mi hai insegnato ad ascoltare e ad aiutare gli altri anche se questo vuol dire togliermi io il boccone dalla bocca, mi hai insegnato ad essere generosa e a non soffermarmi con chi non può comprendere perché non è colpa sua.
Oggi è tutto finito ma io non riesco a crederci ancora. Il suono della tua voce mi rimbomba in testa, le tue espressioni mi ritornano in mente e mentre riguardo vecchie foto continuo a ripetermi che non è possibile.

Forse ora sarebbe più semplice prendersi una pausa di riflessione dalla fede, accantonarla per poco, ho pregato così tanto che tu ti salvassi e immagino che ognuno lo abbia fatto al meglio che poteva, ma non è bastato. Non è bastato pensavo, fino a quando non sono entrata nella sua stanza e l’ho trovato col sorriso. Quel sorriso che mi ha mandato in confusione, quel sorriso che mi ha stordito, ma è lì che ho pensato che non era vero che tutte le nostre preghiere fossero andate perdute, ma anzi lo avevano accompagnato dove voleva andare. Non la so descrivere la sua espressione, ma giuro che sul suo volto c’era un sorriso, come se fosse appagato, come se volesse dire ad ognuno che andava bene così perche lui non aveva né rimorsi né rimpianti. E allora quando ho visto quel sorriso, mentre fissavo la sua grande pancia sperando di vederla abbassare ed alzare di nuovo, lì, mentre tenevo la sua mano aspettando che potesse stringermela ancora una volta, ho capito che era da egoisti volerlo qui tra di noi.

Sono stata a fissarlo per manciate di minuti pensando che sarebbe potuto accadere il miracolo dei miracoli, anche se ormai era passato tanto tempo lo fissavo e pensavo “ora si alza di colpo e ci fa il gesto dell’ombrello”e invece rimanevi sempre fermo immobile lì, col tuo sorriso.

Sei stato l’incontro più bello che il Signore potesse regalarmi, la tua bontà, la tua vitalità, il tuo amore per i giovani sono cose che non si possono scordare mai. Quanto amavi stare con noi giovani e io che a tavola volevo sempre il posto vicino a te perché sapevo che avresti raccontato qualcosa di divertente e mi facevi ridere il cuore sempre.
Oggi ci hai lasciato con un altro insegnamento: c’è bisogno di amore e c’è urgenza di amare, sempre. Ditelo sempre alle persone quando le amate, quanto gli volete bene, che a volte inspiegabilmente la vita vira da tutt’altra parte e diventa tardi.

Sono sempre stata un po’ difficile, solo tu mi capivi davvero, tu che venivi a spettegolare con me su chi si sarebbe lasciato da li a poco e che mi affibbiavi “suocere” in continuazione, tu che sapevi tutto di me e che avevi così tanta fiducia in me come nessuno ha fatto mai.
Grazie per tutto quello che mi hai donato. Perdonami per aver, a volte, messo da parte tutto questo. Spero che tutto quello che hai creato non vada mai distrutto.
Abbi cura di splendere nelle vie del Paradiso e proteggici sempre.

Ps. Scusa per la gaffe in Chiesa

Pps. Con te hai la foto di me, Anna e Stefania mi ti immagino mentre dici “vorreste stare al posto mio è che sto da solo con le tre grazie”… ora che siamo solo noi possiamo raccontarci un sacco di cose…

Ppps. Hai visto alla fine ce l'ho fatta a darti del "tu" :)
Che il bambino che era in te, la tua gioiosità, la tua spensieratezza continuino a vivere sempre nella vita di ognuno di noi


Paolo Mattei scrive :   un-notes-don-maurizio

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