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Francobollo Centenario GG Belli 1963 Lire 30
Racconto biografico  by  Maurizio Perfetti  (marzo 2017)

Giuseppe Gioachino Belli
e alcuni luoghi ed eventi nella sua Roma 

Devo alla cortesia degli amici di  romafelix.it  l’onore della pubblicazione
in quattro puntate di un mio “racconto biografico”
sul massimo Poeta romanesco.

In aggiunta, sempre da romafelix.it :
Le passeggiate romane del Signor Nicola   (Gogol)

Qui di seguito le quattro puntate con i relativi “link” dal sito
di RomaFelix.it,
poi il testo copiato integralmente
e  arricchito dalle immagini opportunamente scelte dalla stessa Redazione.

BELLI - prima puntata

BELLI - seconda puntata

BELLI - terza puntata

BELLI - quarta puntata

Bibliografia e ampia scelta di sonetti


Introduzione
all’opera preparata dal Poeta stesso (per grafia e pronuncia corrette)
dal sito GGBELLIMOSETTI


1 / 4  ==================================================================================

 

DA ROMA A CIVITAVECCHIA E RITORNO


Mai banale o “uniforme” l’evolversi della vita (Roma, 7 settembre 1791 – 21 dicembre 1863) di G.G.Belli (che in futuro siglerà in vario modo le sue opere (GGB, 996, Peppe er tosto, Del medemo, ecc).

11giuseppe belli

Giuseppe Gioachino Belli

Alla nascita (Palazzetto Capranica, via dei Redentoristi 13, angolo via Monterone), in una famiglia relativamente benestante (il padre, Gaudenzio, ragioniere in una casata nobile e la madre, la bella Luigia Mazio) sono seguite per i genitori e per il figlio una serie di vicissitudini che peseranno sempre nell’animo e nel carattere del nostro futuro poeta. Il padre, poco accortamente nonostante il mestiere, si comporta con insensata prodigalità, circondandosi di “amici” che approfittano delle sue sostanze e anche della presenza di una moglie che ha tutto il modo di atteggiarsi con civettuola leggerezza verso i furbi ospiti, suscitando persino una precoce gelosia nel bambino. Presto però la famiglia si trasferisce da Roma a Civitavecchia (in edificio dell’attuale via Pietro Manzi, 30), dove papà Gaudenzio ha ottenuto un buon lavoro presso gli uffici che governano i traffici dello scalo navale così importante per lo Stato Pontificio.

Tra alti e bassi gli affari di famiglia procedono comunque, e analogamente accade per le vicende politiche legate al succedersi delle figure papali (Pio VI e Pio VII, poi verranno Leone XII, Pio VIII, Gregorio XVI e il Beato Pio IX), in mezzo alle ondate rivoluzionarie europee di fine ‘700 e all’alternarsi delle pressioni di ogni tipo dovute ai contrastanti interessi dei vari Stati limitrofi a quelli della futura Italia (regno di Napoli, Francia, Austria, ecc.), mentre si risentono echi sempre nuovi e allarmanti di possibili rivolte e cambiamenti istituzionali: dopotutto il Re dei Francesi Luigi XVI viene deposto nel 1792 e ghigliottinato a Parigi il 21 gennaio 1793.
Due eventi decisivi, nella storia del giovanissimo Gioachino sono, in rapida tragica successione, la morte di un cugino del padre (il generale Gennaro Valentini fuggitivo verso Napoli, fucilato il 1798 in piazza Montecitorio, dai francesi temporanei “padroni” dell’Urbe ) e quella (1802) del padre Gaudenzio (per il contagio di colera contratto nel soccorrere imprudentemente i portuali di Civitavecchia colpiti dal male.).
Dopo queste vicissitudini, Luigia rimasta vedova e Gioachino con i fratelli (Carlo e Virginia che diventerà suora) trovano povera ospitalità presso parenti (gli zii non molto accoglienti Vincenzo e Teresina) a Roma (via del Corso 391). Passano pochi anni abbastanza stentati e muore mamma Luigia (1807).

 12principe Poniatowski

Principe Stanislao Poniatowski

Il ragazzo, ora orfano anche della madre, se la cava con qualche lavoretto presso i nobili Rospigliosi (palazzo Rospigliosi-Pallavicini, di fronte a Quirinale-Montecavallo), trova precaria ospitalità presso i Padri Cappuccini di via Veneto (famosi per la cripta della Chiesa tutta decorata con le ossa dei confratelli defunti) e continua gli studi (1803-08) presso il prestigioso Collegio Romano (nella piazza omonima), quando ha l’opportunità (1812) di essere assunto, ventunenne, nella residenza di Palazzo Poli, come segretario dal Principe Stanislao Poniatowsky nipote del re di Polonia.
Il Principe ha appena commissionato all’architetto Valadier la ristrutturazione di un palazzo detto per la sua struttura “er grisino” (via della Croce, 21) e si dimostra uno dei personaggi più facoltosi della Roma del tempo. Anche il Valadier sarebbe poi rimasto nella storia dell’Urbe per la sistemazione della vicina e importante Piazza del Popolo (la cui Porta segnava l’ingresso a Roma dei pellegrini e viaggiatori provenienti dal Nord).

IL PRINCIPE, LA POPOLANA E IL POETA A PALAZZO POLI


La giovane età del nostro Gioachino e la situazione familiare del ricco e attempato principe,

13Cassandra Luci

Cassandra Luci

sposato tardivamente con la procace giovane popolana Cassandra Luci (“ribattezzata” Caterina in onore della zarina russa) che si dimostra non insensibile ad un certo fascino del segretario-poeta di casa, danno luogo, nel ristretto ambiente di Palazzo Poli, a inevitabili chiacchiere delle quali poco si conosce (anche se Gioachino stesso qualcosa ne scrive), ma che hanno come esito il licenziamento da casa “pignatosta” (così il cognome polacco viene “ufficialmente romanizzato”). D’altra parte, curiosità di quei tempi, il marito precedente (tale Benloch, nomen omen?) della popolana aveva scelto di piazzarla tra la nobiltà, abdicando al suo ruolo e ai “diritti del matrimonio” con un regolare contratto e compenso mensile, per di più anche trasferendosi a Milano. La situazione diverrà “regolare” con la vedovanza di lei, che nel frattempo aveva dato in dieci anni al Principe cinque figli che pertanto diventeranno nobili, ma con il cognome dell’intraprendente loro madre…
Gioachino, comunque è sempre curioso di scienze, letteratura, biblioteche (frequenta in particolare quella di Palazzo Albani) e socializza, si direbbe oggi, nel modo classico del tempo, partecipando alle Accademie (Associazioni di “intellettuali” vari, in specie letterati). In tal modo conosce e si fa conoscere dai colleghi e da un pubblico più ampio: presso l’Accademia Tiberina, che ha contribuito a fondare, legge le sue prime prove, in Italiano; sede iniziale (1809) è stabilita a Palazzo de’ Sabini, in Via della Muratte, mentre nel 1878 papa Leone XIII darà alla rinomata istituzione culturale nuova ospitalità permanente nel palazzo della Cancelleria Apostolica.
Nel frattempo non manca di “distrarsi”, frequentando gli ambienti di teatro (e le attrici), in particolare il Valle e l’Argentina nei quali avrà modo di assistere a spettacoli di vario livello e commentando come critico per i fogli specializzati, da par suo ma per quanto possibile, tenendo conto della censura e delle sue personali “simpatie” o meno. E’ bene ricordare che al Teatro Argentina fu dato per la prima assoluta (nel 1816, ma nell’occasione senza successo, cosa che capita talvolta nelle prime) il capolavoro dell’opera lirica buffa “Il Barbiere di Siviglia” del pesarese Gioachino Rossini, un quasi coetaneo (Pesaro, 1792) del Gioachino romano che è amico (e in futuro sarà consuocero) di Jacopo Ferretti, librettista. Curiosità “operistica”: libretto e musica dell’immortale capolavoro (probabilmente il più eseguito al mondo) furono composti in poco più di 20 giorni, un record.

14sonetti belli mondadori 

I Sonetti – G. G. Belli – Mondadori

Nelle varie edizioni moderne e dunque nella monumentale integrale in tre volumi de “I SONETTI” (ed. Mondadori, 1952), curata, annotata e commentata mirabilmente da Giorgio Vigolo, compare al primo posto (come in quasi tutte le edizioni) un sonetto in romanesco del 1818-19 (senza data né titolo, che infatti Belli stesso avrebbe poi scelto di rifiutare alla pubblicazione come vari altri annotando il manoscritto con un suo “NO”), è dedicato appunto ad un’occasione cultural-conviviale dell’Accademia. Tra altro si noterà che il “locutore” (il soggetto) è il Poeta stesso e non, come sarà poi in quasi tutti i Sonetti Romaneschi del “Commedione”, il “popolo” del quale sembra di cogliere l’”audio” nella sua naturalità espressiva.
Questo è dunque, con i suoi limiti, il
primo dei 2279 sonetti romaneschi (composto nel 1818-19):

Lustrissimi: co’ questo mormoriale
V’addimando benigna perdonanza,
Se gni fiasco de vino igni pietanza
Non fussi stata robba pella quale.

Sibbè che pe’ nun essece abbonnanza
Come ce n’è piú mejjo er carnovale,
O de pajja o de fieno, o bene o male
Tanto c’è stato da rempí la panza.

Ma già ve sento a dí: fior d’ogni pianta,
pe la salita annamo e pe la scenta,
Famo li sordi, e ’r berzitello canta.

Mo sentiteme a me: fiore de menta,
De pacienza co’ voi ce ne vò tanta,
E buggiarà pe’ bbio chi ve contenta.

Sarà Belli stesso a scrivere una “introduzione” nella quale descrive il significato del suo lavoro, l’ispirazione “popolare” di cui si è fatto interprete, fornendo anche una specie di glossario per facilitare la corretta lettura e pronuncia dei suoi versi.

 

 

2/4   ==================================================================================

 

LA FORTUNA DEL MATRIMONIO CON MARIUCCIA. I PRIMI VIAGGI. CENCIA

Liberali e reazionari, letterati, scienziati, ecclesiastici compongono la varia umanità che

 21Maria Conti

Maria Conti

s’incontra nell’Accademia Tiberina e da qui avverrà una prima grande svolta positiva nella vita del nostro Poeta: l’incontro con la benestante Maria Conti, donna non bellissima, vedova maltrattata e tradita dal suo ex marito, lei già sui 35 anni (10 più di Gioachino), ma colta, sensibile e presto innamorata del nostro. Le biografie illustrano vari dettagli del rapporto tra i due, la ritrosia iniziale di lui, gli impacci di lei e gli ostacoli posti dalla sua famiglia che non ne vuole sapere di un nuovo matrimonio, stavolta con uno spiantato.
Alla fine prevale la realtà: superati ostacoli e dubbi personali e sociali, ottenute le varie dispense all’epoca necessarie, Maria e Gioachino il 12.9.1816 finalmente si sposano, di sera, davanti a testimoni “compiacenti”, nella Chiesa di Santa Maria in Via. I desideri della donna si compiono e il neo marito se ne fa una ragione, anche perché le sostanze portate in dote dalla sposa sono consistenti, comprese le proprietà terriere a Cesi (Terni), la lussuosa residenza, ora coniugale, a Palazzo Poli mentre, per di più, con i buoni uffici della famiglia Conti, il neo-marito ottiene un nuovo e più remunerativo impiego.
Le alterne vicende politiche dello Stato Pontificio continuano a destare preoccupazioni per l’alternarsi degli interessi in gioco ed il conseguente adattamento necessario nei rapporti con i personaggi influenti che decidono dei destini professionali e civili dei sudditi. Tuttavia Gioachino è personalmente tranquillo nella sua nuova condizione e può dedicarsi a viaggiare, anche assentandosi per mesi dall’ufficio, ora non più solo con la fantasia, perciò eccolo a Spoleto, poi Macerata, Pesaro, Terni (dove può curare interessi della famiglia di Mariuccia), sempre profondendosi in galanterie (e oltre) con tutte le donne degli amici via via incontrati.
Una vedova conoscente dei Conti, a sua volta viene a Roma dalle Marche, per sbrigare pratiche di successione e qui avviene un’altra svolta significativa nella vita di Gioachino il quale collabora a risolvere le pratiche e intanto conosce e di giorno fa da “guida turistica” presso i monumenti di Roma alla figlia della vedova, la contessina Vincenza Roberti di Morrovalle.


22Cencia

Cencia

E’ l’inizio di un amore per la ragazza, subito ribattezzata “Cencia” che avrà decisiva “influenza” e conseguenze, non tanto per il rapporto con la paziente e dolce Mariuccia, quanto per il “decollo” che in breve tempo avverrà nella produzione poetica romanesca di Gioachino.
Nel frattempo il 12.4.1824 nasce Ciro, il figlio che costituirà l’affetto e l’interesse “educativo” di suo padre per tutti gli anni che seguiranno.
Bisognerà attendere il 1827 per vedere, dopo una continua produzione poetica in italiano e di abbondante corrispondenza epistolare con amici, familiari e colleghi (non esistevano, all’epoca, email, Facebook, WhatsApp e quant’altro…), l’inizio deciso “programmatico” e convinto dei sonetti in romanesco. Dobbiamo scoprire il come e il perché. Intanto si fa sempre più intenso il programma dei viaggi e delle mete (comprese le signore mogli e signorine figlie di amici e conoscenti): Loreto, Macerata, Tolentino, Camerino, Foligno, Perugia, Spoleto, Terni, poi Napoli e dintorni archeologici. Altri viaggi di più ampio respiro: a Venezia (1817), a Napoli (1822), a Firenze (1824) e a Milano (1827, 1828, 1829), gli permettono di stabilire contatti con ambienti culturali più avanzati di quelli romani del tempo e di scoprire alcuni testi fondamentali della letteratura sia illuministica che romantica.

MILANO E’ MEGLIO DI PARIGI. SALOTTI, TEATRI, CAMERINI.


Nel ’26 un colpo di fortuna “professionale”: ristrutturano i ruoli impiegatizi dello Stato Pontificio e Gioachino rientra nel novero dei “pensionati baby” ante litteram a 35 anni d’età. Questo frutterà al nostro uno slancio nuovo verso orizzonti diversi: andrà a Milano nell’estate 1827, accolto dall’amico Giacomo Moraglia, leggerà, entusiasta, il romanzo di Alessandro Manzoni “I Promessi Sposi”, che giudica un grande capolavoro e resterà ammirato dalla città, dai monumenti e soprattutto dal clima culturale e sociale, frequentando la Scala e altri luoghi prestigiosi, oltre ai dintorni della città stessa, tanto che potrà dire tornando a casa: Milano è meglio di Parigi. Teatri, occasioni sociali, amicizie interessanti, il tutto sovvenzionato dalla povera Mariuccia che si dibatte sempre più con l’accumularsi di debiti familiari e le pressioni dei creditori.

23San Paolo incendio Basilica 

Incendio della Basilica di San Paolo Fuori Le Mura

Gioachino visita anche Genova (sale al porto, sulla famosa Lanterna) e trova nuove occasioni per affinare il suo gusto estetico e culturale, trovandosi sempre più a disagio, una volta tornato a Roma, tra le piccole beghe, invidie, ristrettezze mentali di laici ed ecclesiastici nelle Accademie e non solo. Ciò che ha segnato profondamente la mentalità è stata la conoscenza (milanese) dell’opera del popolare poeta Carlo Porta (morto nel 1821) che con l’uso del dialetto – la lingua in cui spontaneamente si esprime il popolo – ha saputo rivelare idee non più legate a interessi (dei potenti) del momento o ideologie astratte, ma “fotografando” la realtà degli eventi, con i giudizi, la mentalità popolare e le conseguenti espressioni linguistiche.
Il nostro Accademico romano si convince, anche con le dimissioni dalla Tiberina (1827), di potersi affrancare dai vecchi modi formali e paludati di esprimersi, adottando con decisione il nuovo strumento della scrittura dialettale: dopo uno stentato e prudente avvio, essa presto esplode in una produzione fitta e continua. Ricordiamo che a Palazzo Poli era la residenza urbana della principessa Zenaide Wolkonski, dove si erano già conosciuti.
Dal 1831 succede a Papa Pio VIII il bellunese Mauro Cappellari che sarà alla guida della Chiesa Cattolica fino al 1846, con il nome di Gregorio XVI. Quindici anni “di transizione” per gli Stati Italiani e anche per lo Stato della Chiesa: tempi alquanto turbolenti nei rapporti con Francia, Spagna, Prussia, Russia (Gregorio XVI incontra – unico tra i Papi – uno Zar, Nicola I); poi verrà la “cesura” ideale provocata in qualche modo da Pio IX, il papa successore del “povero” Gregorio al quale, come noto, Belli indirizza – dando da par suo memorabile veste scritta – riportando critiche, battute e anche feroci insolenze che il popolo romano non risparmia a chi comanda.
Nel 1823 un avvenimento epocale aveva turbato Roma. Nella notte del 15 luglio, un incendio distruggeva rovinosamente il tetto della storica Basilica di San Paolo fuori le Mura, grandioso testimone unico, per le sue stratificazioni artistiche complesse, di epoche paleocristiane, bizantine, del Rinascimento e del Barocco.

 24ciborio arnolfo di cambio


Ciborio – Arnolfo di Cambio



La Basilica è poi ricostruita in modo identico, riutilizzando gli elementi risparmiati dal fuoco. Papa Gregorio XVI nel 1840 avrebbe riconsacrato l’augusto tempio con l’Altare della Confessione e il transetto il quale con il grandioso catino absidale mosaicato, il prezioso ciborio (1285, Arnolfo di Cambio) e il monumentale cero pasquale in pietra scolpita (1170, Vassalletto), si erano miracolosamente salvati dalla distruzione. La sistemazione definitiva delle reliquie con la Tomba dell’Apostolo, sotto il ciborio e l’altare centrale è avvenuta soltanto nel 2002.





Torniamo ora al nostro Gioachino, che troviamo a pranzo presso la principessa Wolkonski nel gennaio 1835, intento a leggere un suo famoso sonetto “d’occasione”:

Sor’Artezza Zzenavida Vorcoschi,
perché llei me vò espone a sti du’ rischi
o cche ggnisun cristiano me capischi
o mme capischi troppo e mme conoschi?

La mi’ Musa è de casa Miseroschi,
dunque come volete che ffinischi?
Io ggià lo vedo che ffinissce a ffischi
si la scampo dar zugo de li bboschi.

Artezza mia, nojantri romaneschi
nun zapemo addoprà ttermini truschi,
com’e llei per esempio e ’r zor Viaseschi.

Bbasta, coraggio! e nnaschi quer che nnaschi.
Sia che sse sia, s’abbuschi o nnun z’abbuschi,
finarmente poi semo ommini maschi.

Poi ne comporrà un altro a richiesta della stessa padrona di casa:

Quanno che ll’anno nostro è ggià sfornato,
avanti ch’in Moscovia s’arisforni
disce c’hanno da stà ddodisci ggiorni
per avello ppiù assciutto e bbiscottato.

Questa nun zapería sor don Miggnato,
s’è una carota pe ggabbà li ssciorni.
Però, ss’è vverità, ppare che ttorni
proprio stanotte cqui st’anno ssciancato.

Dunque io viengo a pportà li comprimenti
e l’ugúri dell’anno ccanido
a cquell’antro che ggià mmette li denti

E vvoi, sor Ricci, pe la bbocca mia
de tutt’e ddua gradìtene uno spido
come de tordi grassi, e accussì ssia.

Come in seguito farà in varie altre occasioni nei mesi dal clima più favorevole, quando il salotto Wolkonski, frequentato da intellettuali di mezza Europa, si trasferisce da Palazzo Poli nella splendida omonima villa nella zona di Porta San Giovanni.

 25Villa Wolkonsky Albert Hertel 1866


Villa Wolkonsky – Albert Hertel – 1866



Nell’autunno dello stesso anno il nostro assiste da spettatore ad un’esibizione teatrale per la quale ha occasione di entusiasmarsi per la magistrale interpretazione, sul palcoscenico del Teatro Valle, dell’attrice, diva da tutti ammiratissima, Amalia Bettini, alla quale si premura, da più che estimatore, di dedicare un sonetto:

Sì, è stata una commedia troppa corta,
ma è stata una commedia accusí bbella,
ch’io pe ssentilla ar Monno un’antra vorta
me sce farebbe strascinà in barella.

C’era una fijja d’una madre morta,
bbona e ggrazziosa, e sse chiamava Stella.
Poi sc’era un padre, una testaccia storta,
che strepitava: è cquella e nun è cquella.

La parte de sta fijja tanta cara,
senti, la rescitò ’na scerta Amalia,
un angelo de ddio, ’na cosa rara.

Che pparlate! che mmosse! tutte fatte
da intontí. Bbenedetta quela bbalia
che ll’ha infassciata e cche jj’ha ddato er latte!

 26Amalia Bettini

 

 




Amalia Bettini








3/4   ==================================================================================

LA MARCHESINA VINCENZA (CENCIA) E LA “FORTUNA” EUROPEA.
Complici i viaggi, dei quali descrive avventure e personaggi, luoghi e compagni di carrozza, tanti sonetti sono composti viaggiando “in legno” e così identificati anche con la data; altri recheranno la firma “Peppe er Tosto”,

31Cencia 

Cencia

il Poeta ci appare spesso eccitato e “goliardico” nei termini usati e nelle sue colorite descrizioni; non ci meraviglia perché sappiamo che vive la gustosa prospettiva, allontanandosi da Roma, di intrattenersi presto di nuovo con la marchesina Vincenza, la “sua” Cencia, nel palazzotto della famiglia Roberti a Morrovalle.
Si può facilmente constatare, scorrendo l’integrale collezione dei 2279 sonetti romaneschi, che gli anni più produttivi e fecondi sono racchiudibili in due periodi: 1830-37 e poi 1843-49.


Sarà opportuno qui segnalare che, sebbene nella certezza di non poter ufficialmente pubblicare i sonetti, che pure in qualche ristretta cerchia lui stesso legge e dunque in qualche modo fa “circolare” tra i frequentatori dei salotti, Belli si premura di avvertire gli uditori, quasi giustificandosi di certi contenuti e dell’uso di termini scurrili, che “scastagnamo ar parlà, ma aramo dritto”, così traducendo un epigramma latino di Marziale, erroneamente attribuito ad Ausonio in una lettera del 1832 all’amico e futuro consuocero Jacopo Ferretti: “lasciva est pagina nostra, vita proba”.
Un nuovo triste evento segna la vita e interrompe anche l’ispirazione del nostro, con la morte della povera Mariuccia, 2 luglio 1837, che ha avuto per anni la pazienza di sostenerlo moralmente e finanziariamente, nonostante la scarsa riconoscenza del beneficiato.

 32Ciro Belli Foto della Raccolta de Alvariis Ringraziamo lautore per la pubblicazione

Ciro Belli – Foto dalla Raccolta de Alvariis (Ringraziamo l’autore per la pubblicazione)

Una vera disgrazia la cui notizia lo raggiunge mentre a Perugia è, come tante altre volte, in visita al figlio Ciro che studia ma non sempre con i risultati pratici e gli effetti sperati dal padre. Tornato subito a Roma trova la moglie composta nella bara e nella confusione deve già difendersi da creditori e loschi truffatori, tanto che nemmeno tempo dopo si saprà dove la poverina viene sepolta.
Nel 1838, sempre frequentando il prestigioso salotto, nella villa “fuori città” adiacente a Porta San Giovanni, della principessa russa Zenaide Wolkonsky, amante della cultura e di Roma in particolare, tanto da diventarne ospite fissa e anche, ad un certo punto da chiedere di essere accolta nella Chiesa Cattolica, Belli ha occasione di comporre e leggere altri suoi sonetti: da qui nascerà la sua “fortuna” presso la cultura europea, quella Russa in particolare. Tra i letterati presenti in città in quegli anni è il famoso scrittore russo, nato in Ucraina ma che morirà a Mosca, Nicolaj Gogol’, il quale apprezza profondamente i sonetti, giudicandoli molto affini ai propri racconti (Le anime morte, Il naso e Il cappotto i più popolari) per linguaggio e per i contenuti vivaci ironici e surreali.

298 (299). E FORA?

Tu che ssei stato a Spaggna a cconcià ppelle,
È vvero che Ppariggi è un gran locale,
Dove pe ddì mojje, tutt’uno, e ssale,
Se disce fame, sette galli, e sselle?

Ce sò llà ll’osterie, le carrettelle?
Pissceno com’e nnoi nell’urinale?
Le case pe annà ssù ccianno le scale?
Cala la luna llà? ssò assai le stelle?

Li muri sò de leggno o ssò de muro?
Va a Rripetta er carbone o a Rripagranne?
L’acqua de Trevi, di’, ffuma llà ppuro?

Chi Ppapa sc’è?… Li gobbi hanno la gobba?
Se troveno a Ppariggi le mutanne?
Ggira pe Rroma llà ttutta la robba?

7 dicembre 1831        Der medemo

33Nicolaj Gogol F. Moller 1840 





Nicolaj Gogol’ – F. Moller – 1840




Ulteriore occasione di notorietà a livello europeo per i sonetti, verrà dal critico letterario francese de Sainte-Beuve al quale Gogol’ aveva parlato di uno “straordinario poeta romano” che scrive e interpreta nei salotti in un modo singolare le sue poesie.

909 (908). L’ISTORIA ROMANA

Che bbell’abbilità, cche bbella groria
De sapé rrescità sta filastroccola!
Cuanto faressi mejjo èsse una zoccola,
E nnun vienicce a ffà ttanta bbardoria!

Che mme ne preme un cazzo de l’istoria:
A mmé mme piasce de vive a la bbroccola,
Senza stamme a intontì, la sciriggnoccola,
E impicciamme li fili a la momoria.

E cche! ho da fà er teolico, er profeta,
Ho da incide le statue, li quadri,
M’ho da mette la mitria, la pianeta?!

Bast’a ssapé cc’oggni donna è pputtana,
E ll’ommini una manica de ladri,
Ecco imparata l’istoria romana.

Roma, 17 febbraio 1833

OSPITE DI PARENTI – MONSIGNOR VINCENZO TIZZANI – TEATRI – JACOPO FERRETTI.
Tuttavia, nonostante i successi e l’apprezzamento per le sue opere, il Poeta ha sempre una vita personale travagliata e difficile:

34Maria Conti Mariuccia 

Maria Conti, Mariuccia



la morte di Mariuccia lo ha messo in gravi difficoltà perché, in tanta improvvisa rovina, non solo viene a mancare ogni sostentamento, ma deve abbandonare il Palazzo Poli che ha visto i giorni felici della famiglia e la nascita dell’adorato figlio Ciro. Ora devono cercare, e per fortuna trovano, accoglienza in casa di una zia, in Via Monte della Farina n. 18. Naturalmente si raffredda il rapporto con Cencia che lo invita senza successo a tornare presto a Morrovalle, anche se il rapporto resta vivo perché la figlia di lei, Matildina, si sta facendo una bella ragazza e potrebbe divenire un buon partito per Ciro.
Comunque il Poeta, non più in buona salute, incupito nel carattere, pessimista e anche piuttosto ipocondriaco, quasi smette di scrivere, fa testamento nel quale tra l’altro ordina che le sue carte, in particolare i sonetti romaneschi, sono da “bruciare”, tanto più perché c’è pericolo che certe “prese di posizione” possano nuocere alla carriera del figlio presso l’amministrazione pontificia.
Naturalmente gli amici di sempre, Biagini, Spada. Gnoli, Ferretti, si guardano bene dal pensare di dover obbedire e ancora più convinto ne è un altro grande amico, monsignor Vincenzo Tizzani che, da professore alla Sapienza e canonico lateranense presso San Pietro in Vincoli, dove in tempi passati Gioachino andava a trovarlo anche quotidianamente, viene nominato Vescovo di Terni nel 1843, nel 1848 tornerà a Roma e morirà col titolo di Patriarca di Antiochia nel 1892.

35Monsignor Tizzani 



Monsignor Tizzani





Pochi svaghi, una festa a casa Torlonia, per il matrimonio tra il Principe Alessandro e la principessa Teresa Colonna, nella stupenda Villa sulla Nomentana, l’incontro a Ponte Mollo con amici di ritorno a Roma, non bastano a risollevare l’umore del nostro per fargli mettere mano di nuovo al Commedione.

 


1991. QUESTO GGIÀ LO SAPÉMIO DAR DECANE

Questo ggià lo sapémio dar decane
che jjeri sposò er prencipe Turloni,
quer prencipe che spenne li mijjoni
pe assiste er poverello e ddàjje pane.

Sippoi stanotte, pe ddiesciora sane,
senza la vesta e ssenza li carzoni,
li du’ sposetti siino stati bboni
lo sa Iddio bbenedetto e le zampane.

La cosa nun è llisscia: io pe mmé ttremo
che cquarche gguaio ce dev’èsse nato,
e che ppresto diranno: «In quanti semo?».

Ar bervedé cc’è ppoco, sor curato.
In cap’a nnove mesi lo vedemo.
Dar brodo se conossce lo stufato.

17 luglio 1840

Ma la vita “sociale”, nonostante tutto, non s’interrompe e resta la passione per i Teatri, del Valle e dell’Argentina abbiamo detto, dove comunque si possono fare incontri interessanti: infatti quando talvolta in scena si presenta Amalia Bettini, la diva dell’epoca sui palcoscenici dei teatri italiani, Gioachino è lì che non aspetta altro per lanciarsi alla conquista.

AMALIA CHE FFA DA AMELIA

Io compatisco assai chi nun ha intesa
la Bbettini a la Valle. Ah, ssi la senti!…
Bbast’a ddí cche sti nobbili scontenti
sce stanno zzitti come fussi in chiesa.

Jer’a ssera, a li su’ scontorcimenti,
e in ner vedella su cquer letto, stesa,
io sciò ssurdato freddo, e mme so ppresa
la mi’ povera lingua tra li denti.

Sori romani mii, ve do un avviso.
Quella nun è una donna de sto monno:
è una fetta der zanto paradiso.

L’oro? E? ppoco pe llei. Nun è ppremiata.
Dunque che je daressi? Io v’arisponno:
La gujji de San Pietro imbrillantata.

6 ottobre 1835

La simpatia è ricambiata, ma non si “concretizza”, tanto più che l’attrice dopo non molto tempo si sposa con un altro ammiratore. Nuova delusione del nostro, anche per l’imprevisto matrimonio della Cencia di Morrovalle. Resta solo la speranza che “per interposti genitori” si uniscano Ciro e Matildina; vedremo.

 
36Jacopo Ferretti

Jacopo Ferretti



Le amicizie di Gioachino si diradano alquanto, ma resta ferma quella di sempre con Jacopo Ferretti, scrittore e librettista, autore tra gli altri del testo del capolavoro rossiniano La Cenerentola e di famose opere di Gaetano Donizetti, con il quale s’incontra anche ad Albano. Tuttavia i problemi di salute, veri o presunti, non danno tregua anche se può consolarsi finalmente con la riuscita negli studi del figlio, mentre è ancora stentata la produzione di sonetti che potrà riprendere nel ’42-43, una volta raggiunta una maggiore tranquillità quanto alla carriera nell’amministrazione statale, non per nulla sta per ottenere un pensionamento anticipato, e al definitivo raffreddamento, ormai ha superato la veneranda età dei 50…, delle passioni per Cencia e per Amalia Bettini che ha trovato marito.

AR ZOR COME SE CHIAMA.

Disce che vvoi, c’a cquella pascioccona
state in prescinto d’infilà ll’anello,
sete bbono in zur gusto d’un aggnello
e bbello com’un angiolo in perzona.

Ma avete una gran zorte bbuggiarona,
pe la raggione che ssi Iddio, fratello,
v’ha ffatto accusí bbono e accusí bbello,
lei puro è bbella bbella e bbona bbona.

Pe sta vostra bbellezza e bbontà ddoppia
quanno ve vedranno avanti ar prete
tutta la ggente strillerà: “Cche ccoppia!”.

Io solo ho da rimane co la sete
de vedevve ché er diavolo me stroppia
e mme tiè a Rroma a cciancicà ssegrete!

19 maggio 1842

 

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IL FIGLIO CIRO – PIO IX PAPA – CRISTINA FERRETTI, NUORA
Nel frattempo il figlio Ciro, trascurando la “lontana” Matildina figlia di Cencia, ha messo gli occhi sulla romana Cristina, figlia maggiore di Jacopo Ferretti.

41Cristina Ferretti


Cristina Ferretti  (Si ringrazia
Alvaro de Alvariis per la foto)
 

Tuttavia le preoccupazioni non abbandonano il Poeta: il figlio si ammala forse di risipola, un tumore dell’epidermide, a Porto d’Anzio, poi di rosolia. I mali troveranno la loro soluzione in tempi molto rapidi, misteri della medicina, dopo un soggiorno terapeutico a Frascati. Non si esclude che alla guarigione abbia contribuito il sì di Cristina al fidanzamento….



468 (468). 
LA SSCERTA

Sta accusì. La padrona cor padrone,
Volenno marità la padroncina
Je portonno davanti una matina,
Pe sscejje, du’ bbravissime perzone.

Un de li dua aveva una ventina
D’anni, e ddu’ spalle peggio de Sanzone;
E ll’antro lo disceveno un riccone,
Ma aveva un po’ la testa scennerina.

Subbito er giuvenotto de cuer paro
Se fesce avanti a ddì: “Sora Luscìa,
Chi vvolete de noi? parlate chiaro.”

“Pe ddilla, me piascete voi e llui,”
Rispose la zitella; “e ppijjerìa
Er ciscio vostro e li quadrini sui.”

Roma, 21 novembre 1832

Il 16 giugno 1846 è eletto Papa il marchigiano Giovanni Maria Mastai Ferretti che assume il nome di Pio IX. Egli darà una prima svolta alla politica ecclesiastica e statale, suscitando entusiasmi, come noto, tra i fautori dell’unità d’Italia.

42Papa Pio IX Mastai Ferretti 219x300 


Papa Pio IX


Per Gioachino, legato all’atteggiamento conservatore del Papa precedente, Gregorio XVI, contro il quale era stato “feroce” critico in tutti i sonetti in vernacolo, è un periodo di gravi preoccupazioni, tanto più che Pio IX è costretto all’esilio di Gaeta e il 9 febbraio 1849 è proclamata la Repubblica Romana, dal triunvirato Mazzini, Armellini, Saffi.
Cose inaudite accadono in breve tempo in una Roma troppo adusa a una perenne sonnolenza culturale e civile per non allarmarsi a causa di assalti blasfemi nelle Chiese, violenze impreviste, incendio di panche e confessionali, persino nella vicina chiesa di San Carlo ai Catinari.
Gioachino, che non è mai stato un “cuor di leone”, anche per le vicende sopportate in gioventù, ne rimane assai turbato.
Le novità “strutturali” che deprimono il Poeta rischiano di avere risvolti pericolosi anche per l’adorato figlio Ciro, per il quale si tenteranno varie strade perché eviti il pericolo del servizio militare in un periodo tanto calamitoso. Alla fine la soluzione per ottenere l’agognato esonero sarà affrettare il matrimonio con Cristina Ferretti, e così gli sposi novelli potranno convivere tranquillamente e ospitare “nonno” Gioachino nella loro nuova casa di via dei Cesarini, via e casa oggi demolite, a pochi passi dalla Chiesa delle Stimmate, in Largo Argentina.

 43Roma luoghi di Belli

I luoghi in cui visse e si mosse Gioachino Belli a Roma. Grazie a Alvaro de Alvariis per la foto.


Nonostante tutto, il pessimismo, in particolare per lo stato di salute, non abbandona mai il nostro, come si legge chiaramente nell’ultimo sonetto del “Commedione”, in cui il Belli esprime, all’adorata nuora, la sua “depressione” per la salute che lo abbandona, ma nel quale non manca di sottintendere giudizi sull’attualità:

2279 (2245). SORA CRESTINA MIA, PE UN CASO RARO

Sora Crestina mia, pe un caso raro
Io povero cristiano bbattezzato
Senz’avecce né ccorpa né ppeccato
M’è vvienuto un ciamorro da somaro.

Aringrazziat’Iddio! l’ho ppropio a ccaro!
E mme lo godo tutto arinnicchiato
Su sto mi letto sporco e inciafrujjato,
Come un zan Giobbe immezzo ar monnezzaro.

Che cce volemo fà? ggnente pavura.
Tant’e ttanto le sorte sò ddua sole:
Drento o ffora; o in figura o in zepportura.

E a cche sserveno poi tante parole?
Pascenza o rrabbia sin ch’er freddo dura:
Staremo in cianche quanno scotta er zole.

21 febbraio 1849

Il rombo dei cannoni, che Gioachino, con Ciro e Cristina, sentirà tuonare da Porta San Pancrazio, cesserà presto: il 12 marzo 1850 giorno in cui, dopo la sconfitta di Garibaldi e la sua partenza da Roma il 2 luglio 1849, avverrà il ritorno dall’esilio di Gaeta di Papa Pio IX.
A Cencia, con la quale è sempre rimasta viva la corrispondenza, il nostro confida le sue tristezze e la mancanza di forze, tanto da affermare che il suo ultimo viaggio fuori porta sarà ormai a San Lorenzo al Verano. Per il resto non manca di compiere il suo nuovo lavoro di correttore di errori di stampa “censore” persino del Rigoletto :
“Sì vendetta tremenda vendetta/ di quest’alma il sol desio…”
diventerà
“Sì reo fato alma iniqua t’aspetta/ del mio petto ecco il desio…”
e correttore degli errori di stampa del “Giornale di Roma” che si potrebbe incorniciare in qualcuno degli ormai conclusi sonetti “Il Santo Padre ha sulle palle tutte le faccende dello Stato”, dove la mancanza di una “s” ormai è certamente un lapsus e non una ribelle irriverenza contro il Pontefice Pio IX.

CENSORE – IL CAPOLAVORO MANCATO – EPIGRAFE AL CIMITERO VERANO
Gli ultimi anni di Giuseppe Gioachino Belli vedono, per il nostro, un susseguirsi di eventi familiari e amicali luttuosi, mentre a Roma capitano alcuni avvenimenti minori e anche curiosi, almeno ai nostri occhi di oggi. Ad esempio viene scoperta una statua di Augusto nella tenuta di Prima Porta sotto i ruderi della villa di Livia; la famiglia Torlonia promuove la bonifica della Piana del Fucino; si ha un’irruzione di gendarmi nella Farmacia Pagliani di Ripetta dove alcuni avventori leggono il “Don Pirlone”

 44Don Pirlone romasparita


Don Pirlone. (Si ringrazia Roma Sparita per la foto)



oppure alla farmacia Sinimberghi a via Frattina dove si vende un balsamo per la prostata o a Fontanella Borghese dove “spacciano” un profumatore per ambienti.

Non possiamo terminare queste note biografiche senza fare menzione di un possibile capolavoro romanesco mancato: la “traduzione” in dialetto del Vangelo Secondo Matteo.
La proposta autorevolmente avanzata dal principe Placido Gabrielli, che vede tra i possibili “sponsor” il Cardinale Luciano Luigi Bonaparte, che poteva ben immedesimarsi nella poetica belliana essendo personaggio assai umile e alieno da onori ecclesiastici tanto da voler vivere a stretto contatto con il popolo romano anche frequentando i poveri della malfamata Suburra, fu rifiutata dal nostro convinto che l’altissima materia non potesse essere trattata con un linguaggio “plebeo” come quello del popolino di Roma.
In realtà il rifiuto appare piuttosto come misera “scusa piuttosto ironica” ché, anzi, il Vangelo stesso avrebbe potuto trarre, da questa nuova “versione”, un forza popolaresca incomparabile.

45monumento Belli Gioachino

 

Il monumento a Gioachino Belli in Trastevere.



La scusa di facciata nasconde la verità: Giochino non ha più energie fisiche e mentali sufficienti.
Il cantore della plebe di Roma si spegne, infatti, dopo poco: alle 8.30 di sera del 21 dicembre 1863 per colpo apoplettico.
Accorrono il figlio, il nipote, i nipotini, la cugina Orsola Mazio, gli amici Spada e Biagini, il parroco di Santa Maria in via Lata.
Alcune polemiche “politiche” sorgeranno dopo la prima sepoltura in un muro di cinta del Cimitero Verano: l’epigrafe dettata dall’estimatore e amico di sempre, Francesco Spada contiene l’aggettivo romanus, che inizialmente ai censori suona troppo “affine” all’omonima Repubblica di anni prima.
L’epitaffio dettato da Francesco Spada, sormontato dal monogramma di Cristo
:
46roma verano tomba g g belli



Epitaffio di Spada dedicato a Gioachino Belli,
posto sulla tomba di famiglia al Cimitero del Verano.









HIC SITUS EST

JOSEPHUS JOACHIM BELLI
ROMANUS
QUI RELIGIONE MORIBUS INGENIO
EXEMPLAR INTEGER ACER
CARMINIBUS OMNIGENIS
DELECTANDO PARITERQUE MONENDO
LATE ENITUIT

NATUS DIE VII SEPT. A MCCXCI
VITA DECESSIT XI DECEMB.
MCCCLXIII

(In questo luogo è – Giuseppe Gioachino Belli – romano – che per fede costumi ingegno – esemplare, integro, acuto – brillò dovunque – con i suoi versi di ogni genere – divertendo e ammonendo contemporaneamente – nato il 7.9.1791, morto l’11.12.1863.)

Insieme a nonno Gioachino furono inumati, con il passare del tempo, il nipote Giacomo, il figlio Ciro e la moglie Cristina Ferretti. Solo agli inizi del ‘900, dopo la morte del nipote Giacomo, si poterono traslare i resti nella tomba di famiglia al Verano presso l’“Altopiano Pincetto”, reparto 49.

 
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Bibliografia e ampia scelta di sonetti:


BIBLIOGRAFIA <----

FONTI DEI TESTI DIGITALI

Ed Einaudi, circa 500 sonetti in PDF:
http://www.letteraturaitaliana.net/pdf/Volume_8/t208.pdf

Opera completa in trascrizione digitale (compresa introduzione di G.G. Belli) grazie a Umberto Galerati, Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. :
http://www.intratext.com/ixt/ita1554/

Tutti i 2.279 sonetti romaneschi n ordine progressivo, ovvero cronologico: http://mondodelbelli.blogspot.it/2010/02/ecco-tutti-i-titoli-numerati-dei-2279.html

Testi e audio, circa 321, in ordine alfabetico a partire dal Titolo: http://www.ggbellimosetti.altervista.org/TESTI/elenco_sonetti.htm


BIBBIA – CHIESA – PRETI – RELIGIONE

San Tommaso:
http://www.ggbellimosetti.altervista.org/TESTI/l_apostolo_dritto.htm

Le osterie proibite:
http://www.ggbellimosetti.altervista.org/TESTI/l_editto_de_l_ostarie.htm

La buona famiglia:
http://www.ggbellimosetti.altervista.org/TESTI/la_bbona_famijja.htm

Novità – non esiste più l’inferno:
http://www.ggbellimosetti.altervista.org/TESTI/la_bbona_nova.htm

Gesù caccia i mercanti:
http://www.ggbellimosetti.altervista.org/TESTI/la_casa_de_ddio.htm

La creazione:
http://www.ggbellimosetti.altervista.org/TESTI/la_creazzione_der_monno.htm

Dispensa matrimoniale:
http://www.ggbellimosetti.altervista.org/TESTI/la_dispenza_der_madrimonio.htm

Le bestie prima di Adamo:
http://www.ggbellimosetti.altervista.org/TESTI/le_bbestie_der_paradiso_terrestr.htm

Li peccati mortali:
https://it.wikisource.org/wiki/Sonetti_romaneschi/Li_peccati_mortali

Ingordigia e povertà:
http://www.ggbellimosetti.altervista.org/TESTI/la_golaccia.htm

Eternità:
http://www.ggbellimosetti.altervista.org/TESTI/la_morte_co_la_coda.htm

Gestualità in chiesa:
http://www.ggbellimosetti.altervista.org/TESTI/la_pantomina_cristiana.htm

Frate occupatissimo:
http://www.ggbellimosetti.altervista.org/TESTI/la_porteria_der_convento.htm

Verità sempre:
http://www.ggbellimosetti.altervista.org/TESTI/la_verita.htm

Li peccati mortali:
https://it.wikisource.org/wiki/Sonetti_romaneschi/Li_peccati_mortali

Grave sbaglio del Creatore:
http://www.ggbellimosetti.altervista.org/TESTI/lo_sbajjo_massiccio.htm

La Madonna e San Giuseppe:
http://www.ggbellimosetti.altervista.org/TESTI/lo_sposalizzio_de_la_madonna.htm

Se Adamo ed Eva…:
http://www.ggbellimosetti.altervista.org/TESTI/lo_stato_d_innoscenza.htm

Decide il Papa:
http://www.ggbellimosetti.altervista.org/TESTI/lo_stato_der_papa.htm

Meditazione sulla precarietà della vita:
http://www.ggbellimosetti.altervista.org/TESTI/meditazzione.htm

Santa Pupa:
http://www.ggbellimosetti.altervista.org/TESTI/santa_pupa.htm

Santa Rosa (santa ubiqua…doppia):
http://www.ggbellimosetti.altervista.org/TESTI/santa_rosa.htm

I pellegrini a Roma e i volontari:
http://www.intratext.com/ixt/ita1554/_P1NQ.HTM

La famijja poverella – madre vedova:
http://www.intratext.com/ixt/ita1554/_P1AO.HTM

Er presepio de la Resceli:
http://www.intratext.com/ixt/ita1554/6.HTM

Ara Coeli Basilica:
http://www.intratext.com/ixt/ita1554/_P99.HTM

Li santi grossi – e relative Chiese:
http://www.intratext.com/ixt/ita1554/_P95.HTM

Le Chiese di Roma (sonetto mooolto caudato):
http://www.intratext.com/ixt/ita1554/_P9J.HTM

La fuga in Egitto della Santa Famiglia:
http://www.intratext.com/ixt/ita1554/_P9C.HTM

La strage degli innocenti:
http://www.intratext.com/ixt/ita1554/_P9D.HTM

Le nozze der cane de Galileo – le nozze di Cana (3 sonetti, con finale moralistico):
http://www.intratext.com/ixt/ita1554/_P9E.HTM
http://www.intratext.com/ixt/ita1554/_P9F.HTM
http://www.intratext.com/ixt/ita1554/_P9G.HTM

Le cose create (ma con un difetto):
http://www.ggbellimosetti.altervista.org/TESTI/le_cose_create.htm

Le indiggnità – le dignità (carriere) ecclesiastiche:
http://www.intratext.com/ixt/ita1554/_PH8.HTM

Er passa-mano (il Papa e la sua anima):
http://www.ggbellimosetti.altervista.org/TESTI/er_passa-mano.htm

Er miserere de la settimana santa:
http://www.ggbellimosetti.altervista.org/TESTI/er_miserere_de_la_sittimana_santa.htm

Er rosario in famijja:
http://www.ggbellimosetti.altervista.org/TESTI/er_rosario_in_famijja.htm

Er viaggio de l’apostoli:
http://www.ggbellimosetti.altervista.org/TESTI/er_viaggio_de_l_apostoli.htm

In vino…rito latino e rito greco:
http://www.ggbellimosetti.altervista.org/TESTI/in_vino_veribus.htm

Er Zignore o vvolemo dì: Iddio (lezione di catechismo):
http://www.intratext.com/ixt/ita1554/_P4L.HTM

Li Ggiudii de l’Eggito:
http://www.intratext.com/ixt/ita1554/_PH7.HTM

CULTURA – SCUOLA

La lezzione der padroncino (analisi logica?!):
https://it.wikisource.org/wiki/Sonetti_romaneschi/La_lezzione_der_padroncino

Er maestro de li signorini (studio del latino):
https://it.wikisource.org/wiki/Sonetti_romaneschi/Er_maestro_de_li_signorini

S.P.Q.R. – significato:
http://www.ggbellimosetti.altervista.org/TESTI/s_p_q_r.htm

Elenco giochi d’epoca:
http://www.ggbellimosetti.altervista.org/TESTI/li_ggiochi.htm

La vita in sintesi:
http://www.ggbellimosetti.altervista.org/TESTI/la_vita_dell_omo.htm

Writers d’epoca – monumenti:
http://www.ggbellimosetti.altervista.org/TESTI/un_ber_gusto_romano.htm

Cola da ….:
http://www.ggbellimosetti.altervista.org/TESTI/lo_scordarello.htm

La vedova con sette figli – a scuola e a bottega:
http://www.intratext.com/ixt/ita1554/_P8O.HTM

Li parafurmini:
http://www.intratext.com/ixt/ita1554/_PCC.HTM

Educazione – il padre al figlio:
http://www.ggbellimosetti.altervista.org/TESTI/l_aducazzione.htm

Le lingue der monno:
http://www.intratext.com/ixt/ita1554/_PH4.HTM#2D

MONUMENTI – LUOGHI

Il Colosseo:
https://it.wikisource.org/wiki/Sonetti_romaneschi/Er_Culiseo_I
https://it.wikisource.org/wiki/Sonetti_romaneschi/Er_Culiseo_II
http://www.ggbellimosetti.altervista.org/TESTI/rifressione_immorale_sur_culiseo.htm

Le pizzicherie (piazza della rotonda pantheon):
https://it.wikisource.org/wiki/Sonetti_romaneschi/Er_giro_de_le_pizzicarie

Er mercato de piazza Navona:
https://it.wikisource.org/wiki/Sonetti_romaneschi/Er_mercato_de_piazza_Navona

Piazza Navona:
http://www.ggbellimosetti.altervista.org/TESTI/piazza_navona.htm

Festa Epifania:
http://www.ggbellimosetti.altervista.org/TESTI/la_matina_de_pasqua_bbefania.htm

La Lottaria nova 1+2 (palazzo Teodoli):
https://it.wikisource.org/wiki/Sonetti_romaneschi/La_lottar%C3%ADa_nova_I
https://it.wikisource.org/wiki/Sonetti_romaneschi/La_lottar%C3%ADa_nova_II

Un fatto di cronaca nera, palazzo Muti, Ss Apostoli:
http://www.ggbellimosetti.altervista.org/TESTI/l_ammazzato.htm

La banca , piazza di Spagna:
http://www.ggbellimosetti.altervista.org/TESTI/la_cassa_de_sconto.htm

La bocca della verità:
http://www.ggbellimosetti.altervista.org/TESTI/la_bbocca_de_la_verita.htm

Zia – Villa Borghese:
http://www.ggbellimosetti.altervista.org/TESTI/zia.htm

Gli scomodi teatri di oggi:
http://www.ggbellimosetti.altervista.org/TESTI/li_teatri_de_mo.htm

Posti scomodi a teatro:
http://www.ggbellimosetti.altervista.org/TESTI/li_posti_I.htm

Una cantante al Teatro Valle:
http://www.intratext.com/ixt/ita1554/_P1J8.HTM

Tutti gli ospedali di Roma, classificati:
http://www.ggbellimosetti.altervista.org/TESTI/li_spedali_de_roma.htm

A Marino, ai Castelli:
http://www.ggbellimosetti.altervista.org/TESTI/li_vini_d_una_vorta.htm

Il “passetto” per Castel sant’Angelo:
http://www.intratext.com/ixt/ita1554/_P1MV.HTM

La festa di San Vincenzo presso la Minerva (padri Domenicani):
http://www.intratext.com/ixt/ita1554/_P1JB.HTM:

Sant’Eustacchio piazza chiesa:
http://www.intratext.com/ixt/ita1554/_P59.HTM:

Il Papa a Fiumicino:
http://www.intratext.com/ixt/ita1554/_P171.HTM

Cerimonia papale nella Cappella Sistina:
http://www.intratext.com/ixt/ita1554/_P167.HTM

Il Papa – Castel Gandolfo, Quirinale, Vaticano:
http://www.intratext.com/ixt/ita1554/_PBP.HTM

La ballerina Chiara Piglia – a teatro Tor di Nona e Testaccio:
http://www.intratext.com/ixt/ita1554/_PBI.HTM

Al Valle – melodramma semiserio – lo Zar esiliato in Siberia:
http://www.intratext.com/ixt/ita1554/_PB5.HTM

Li galoppini – un rinfresco al Sant’Apollinare:
http://www.intratext.com/ixt/ita1554/_PB2.HTM

Li teatri de Roma – elenco:
http://www.intratext.com/ixt/ita1554/_P9K.HTM

Castel Sant’Angelo – mole adriana – osp. santo Spirito – Ponte mollo (2 sonetti):
http://www.intratext.com/ixt/ita1554/_P8M.HTM
http://www.intratext.com/ixt/ita1554/_P8N.HTM

Anfiteatro Corea – mausoleo d’Augusto:
http://www.intratext.com/ixt/ita1554/_P7J.HTM

Una casata – elenco delle “statue parlanti” di Roma:
http://www.intratext.com/ixt/ita1554/_PHD.HTM

La strada cuperta – san Carlino, Quirinale, fontana di Trevi, via Panetteria:
http://www.intratext.com/ixt/ita1554/_PDZ.HTM

Le chiese de Roma – lungo elenco curioso:
http://www.intratext.com/ixt/ita1554/_P9J.HTM#3I

La Madonna tanta miracolosa – la Vergine del Parto –chiesa san’Agostino:
http://www.intratext.com/ixt/ita1554/_PNP.HTM#2W

Er Campidojjo:
http://www.intratext.com/ixt/ita1554/_P1C.HTM

DIPLOMAZIA – POLITICA

Er congresso tosto (in apparenza):
https://it.wikisource.org/wiki/Sonetti_romaneschi/Er_congresso_tosto

Illuminazione scarsa in città:
http://www.ggbellimosetti.altervista.org/TESTI/una_disgrazzia.htm

Io so’ io…:
http://www.ggbellimosetti.altervista.org/TESTI/li_soprani_der_monno_vecchio.htm

SMIRA – Sua Maestà Imperiale Reale Apostolica (del Lombardo-Veneto) (altri acronimi, citati da Vigolo, oltre a SPQR – Senatus PopulusQue Romanus, ICHTHYS = pesce – Gesù, VSR – viva San Rocco, contro la peste, SALIGIA – sette peccati capitali: Superbia, Avarizia, Lussuria, Ira, Gola, Invidia, Accidia):
http://www.intratext.com/ixt/ita1554/_P1AW.HTM

Le lingue del mondo:
http://www.ggbellimosetti.altervista.org/TESTI/le_lingue_der_monno.htm

Certe condanne… giustizia, spie, giudici:
http://www.intratext.com/ixt/ita1554/_PF3.HTM

Er costituito – interrogatorio:
http://www.ggbellimosetti.altervista.org/TESTI/er_custituto.htm

Er giudisce:
http://www.intratext.com/ixt/ita1554/_PEO.HTM

Li sparagni – i risparmi nell’amministrazione di Roma:
http://www.ggbellimosetti.altervista.org/TESTI/li_sparaggni.htm

Affari di stato – a ognuno il suo:
http://www.ggbellimosetti.altervista.org/TESTI/l_affari_de_stato.htm

La cassa de sconto (la Banca Romana):
http://www.intratext.com/ixt/ita1554/_P11X.HTM

MEDICI – MALATTIE – MEDICINA

Usanze buffe (Facebook del 1800?):
https://it.wikisource.org/wiki/Sonetti_romaneschi_IV/L%27usanze_bbuffe

Cure per l’ammalato immaginario:
http://www.ggbellimosetti.altervista.org/TESTI/l_ammalato_magginario.htm

Consigli medici imprecisi:
http://www.ggbellimosetti.altervista.org/TESTI/er_dottore_somaro%20.htm

La cura buona per un malaticcio:
http://www.ggbellimosetti.altervista.org/TESTI/l_ammalorcicato.htm

Malato immaginario:
http://www.intratext.com/ixt/ita1554/_P195.HTM

Il medico di Roma a palazzo Madama:
http://www.intratext.com/ixt/ita1554/_PMY.HTM

La medicina omeopatica 1 + 2:
http://www.intratext.com/ixt/ita1554/_P1NJ.HTM
http://www.intratext.com/ixt/ita1554/_P1NK.HTM

La cura con purgante:
http://www.intratext.com/ixt/ita1554/_P3M.HTM

La cura sicura, dopo indigestione:
http://www.intratext.com/ixt/ita1554/_P18S.HTM

La visita-zione di Maria e Elisabetta – gravidanze:
http://www.intratext.com/ixt/ita1554/_P98.HTM

La medicina sbagliata – i salassi:
http://www.ggbellimosetti.altervista.org/TESTI/la_mediscina_sbajjata.htm

La medicina sicura – le superstizioni:
http://www.intratext.com/ixt/ita1554/_PHG.HTM

MESTIERI E CARRIERE

Gli impieghi nuovi (mestieri):
http://www.ggbellimosetti.altervista.org/TESTI/l_impieghi_novi.htm

Elenco di arti (mestieri) per il giubileo:
http://www.ggbellimosetti.altervista.org/TESTI/l_arte.htm

Un libro intonso:
http://www.ggbellimosetti.altervista.org/TESTI/l_arte_moderne.htm

Avvocato “papista”:
http://www.ggbellimosetti.altervista.org/TESTI/l_avocato_de_le_cause_sperze.htm

Nuove cariche, ma il Papa?:
http://www.ggbellimosetti.altervista.org/TESTI/le_cariche_nove.htm

Le carriere lampo:
http://www.ggbellimosetti.altervista.org/TESTI/le_ricchezze_priscipitose.htm

Professione a rischio:
http://www.ggbellimosetti.altervista.org/TESTI/li_bbeccamorti.htm

I cavalieri – onorificenze:
http://www.ggbellimosetti.altervista.org/TESTI/li_cavajjeri_.htm

I magni….magnano:
http://www.ggbellimosetti.altervista.org/TESTI/li_maggni.htm

Carriera ecclesiastica:
http://www.ggbellimosetti.altervista.org/TESTI/li_sbasciucchi.htm

Soldati guerra:
http://www.ggbellimosetti.altervista.org/TESTI/li_sordati_bboni.htm

I vicari:
http://www.ggbellimosetti.altervista.org/TESTI/li_vicarj.htm

Venditore abusivo al Pantheon:
http://www.ggbellimosetti.altervista.org/TESTI/ricciotto_de_la_ritonna.htm:

La puttana sincera – Tor di Nona – Madonna del Buon Consiglio:
http://www.intratext.com/ixt/ita1554/_PAS.HTM:

L’innustria – truffatore a Campo Vaccino (Foro Romano):
http://www.intratext.com/ixt/ita1554/_PI9.HTM

Er zegretario de piazza Montanara – lo scrivano pubblico:
http://www.intratext.com/ixt/ita1554/_PHI.HTM

Er giubbileo – rovina il carnevale:
http://www.intratext.com/ixt/ita1554/_PGU.HTM

Er beccamorto – il becchino:
http://www.intratext.com/ixt/ita1554/_PDZ.HTM

Er falegname:
http://www.intratext.com/ixt/ita1554/_PDO.HTM#2E
Er cirlatano novo, un medicone, un dentista economico:
http://www.ggbellimosetti.altervista.org/TESTI/er_ciarlatano_novo.htm

Er materazzaro (e le cimici):
http://www.intratext.com/ixt/ita1554/_PV3.HTM#3


A LUCI ROSSE

Li penzieri libberi:
http://www.ggbellimosetti.altervista.org/TESTI/li_penzieri_libberi.htm

Er padre de li santi (Italiano e English):
http://www.ggbellimosetti.altervista.org/TESTI/er_padre_de_li_santi.htm (Ita)
http://www.ggbellimosetti.altervista.org/SONNETS/the_father_of_the_saints.htm (Eng)

La madre de le sante:
http://www.ggbellimosetti.altervista.org/TESTI/la_madre_de_le_sante.htm

La proferta:
http://www.ggbellimosetti.altervista.org/TESTI/la_proferta.htm

Er madrimonio sicuro:
http://www.ggbellimosetti.altervista.org/TESTI/er_madrimonio_sicuro.htm

Er mostro de natura:
http://www.ggbellimosetti.altervista.org/TESTI/er_mostro_de_natura.htm

Er commercio libbero:
http://www.intratext.com/ixt/ita1554/_PH5.HTM

La puttaniscizzia:
http://www.intratext.com/ixt/ita1554/_PH5.HTM

La curiosità (prima notte di nozze):
http://www.ggbellimosetti.altervista.org/TESTI/la_curiosita.htm:

A Ccrementina:
http://www.intratext.com/IXT/ITA1554/_P2X.HTM#2H

L’ingeggno dell’Omo:
http://www.intratext.com/IXT/ITA1554/_PHE.HTM#1K

Nunziata e ‘r Caporale o Contèntete de l’onesto:
http://www.intratext.com/IXT/ITA1554/_PE.HTM

IN APPENDICE – CURIOSITA’

Principe Poniatowski e Cassandra Luci con immagini:
https://it.wikipedia.org/wiki/Stanis%C5%82aw_Poniatowski_(1754-1833)

La Principessa Zinaida Volkonskaja, una Russa amante di Roma:
http://www.arcarussa.it/forum/la-principessa-zinaida-volkonskaja-vt4558.html

EXTRA

Interessante e animato convegno su Belli e Gogol’, (Belli e i Russi – teatro Argentina, 7 marzo 2013, appena pochi giorni prima dell'elezione di Papa Francesco, 13 marzo 2013),
con bella lettura a due voci di molti sonetti.

La registrazione audio-video integrale è di circa 1h 45’.
Si può iniziare l’ascolto con incontro di GOGOL’ con Roma e Belli, al min. 13′, poi al min. 55’40” un esilarante racconto di Gogol’ intitolato “Peppe” (?),
infine a 1h 17′ il prof. E. Solonovic, legge in russo sonetti belliani da lui tradotti :

http://www.e-performance.tv/2013/03/belli-la-mi-musa-e-de-casa-miseroschi.html

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