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Appuntamenti

GEMMINA FA 90 – Gemma Teresa Del Greco Del Vecchio compie 90 anni (il 30-31.10)

(Parla la festeggiata) Ce l’abbiamo fatta, siamo arrivati a 90 anni.  Da Sulmona via via fino a San Giorgio di Acilia; ora siamo in zona Castelli Romani. Possiamo rifiatare.  Anni e anni sono passati e non sono stati facili, tanto più oggi che il fisico soffre per gli acciacchi dell’età; questi però svaniscono alla presenza di tanti parenti e amici. Pensiamo adesso a godercela, dimentichiamo i vari dolori e i consigli dei dottori.  Ora voglio solo che pensiamo alle ricette (di cucina) e ai menù.

 

Com’è, ccome nun è, ssémo arivati.

Da le montaggne verdi de Surmona

ar tuscolano, doppo Acijjia in zottozona,

ma oggi a li Castelli. Arifiatati.

A lustri a lustri l’anni so’ ppassati

e nun zò stati ‘na passeggiatona,

spèce oggi che’ ‘r corpo me cojjona.

Però ‘st’acciacchi de li penzionati

me li faccio svanì dda la capoccia

Ch’è zzeppa invece d’amichi e pparenti.

Senza dolori mo fàmo bisboccia:

l’occhi, la schina, stòmmico e ppiloro

li metto ‘n tasca tutti e cco accidenti

a li dottori e a le cartacce loro.

                    Ecchelo sento ‘n coro:

le carte che cciattìzzeno deppiù?

Le riscette der còco e li menù.

 Presso IL BORGO - via Nettunense, dom. 29 Ottobre  2017

Festa e pranzo per i 90 anni di Gemmina

ER FISCHIETTO E LA PALETTA  (festa per i 60 anni di Vincenzo Poeta)

Se uno (vigile municipale) non è pronto ad andare in pensione, vuol dire che è appassionato del suo lavoro e gli piace (in strada) utilizzare fischietto e paletta. // Poi la multa con il batticuore che provoca in chi la riceve. Oggi però niente polemiche, facciamo festa. // Coccolato da quattro donne (la moglie Paola e tre figlie, Elisabetta, Alessandra, Valentina) ci convoca presso (lo stabilimento) Venezia per brindare al compleanno (anticipato di due giorni)… // Una ricorrenza importante, circondato da molti parenti a cui offre il buffet; chi può lamentarsi?

Si a uno la penzione je sta stretta
vòr dì cche a viggilà ccià na passione
e je dà ggusto un frego: er tormentone
de manovrà er fischietto e la paletta.

E ppoi? Quanno t’appioppa la pecetta…
lo sai –trovàlla- che pparpitazzione?
Oggi, però, ggnènte speculazzione,
je fàmo festa senza la scianchetta!

Tra quattro donne a ccasa, coccolato,
viene ar Venezzia –mica scherzo!- e baggna
er zessantesimo ‘n po’ antiscipato…

‘Na grossa ricorènza in pompa maggna,
da un fracco de parenti circonnato,
co ttanto de buffet; chi sse ne laggna?
Ostia, Roma,  sab.  9 luglio  2017
Compleanno di Vincenzo Poeta (San Vito Romano, 11.9.1947)


Questo sonetto composto per l'occasione è stato
letto durante la festa, QUI le foto



PE’  TTRADIZZIONE –  Per tradizione

(da una lezione su Leopardi e Manzoni del prof. Franco Nembrini)

Con insistenza mi aggiro nella zona dell’Istituto Gianelli (vicino alla Stazione Tuscolana) in cerca di parcheggio, allo scopo di assistere alla prevista lezione di letteratura italiana (il docente ha una simpatica pronuncia che ne rivela le origini bergamasche)./ Mi sistemo comodamente in platea e mi tiene ben sveglio il godibile saccheggio, fatto dall’oratore, del significato profondo delle opere dei due autori analizzati e la critica aspra contro le ideologie dominanti con cui sono stati demoliti specialmente nella scuola italiana. E’ bene prendere appunti per il futuro./ Insomma ho scoperto che il pessimismo di Leopardi non è “fine a se stesso”, anzi il poeta aveva uno sguardo sulla cruda realtà ma rivolto verso l’infinito./ E poi Manzoni ha espresso con nobiltà la vita di un popolo dalla lunga tradizione cattolica. Da chi sono stati ideologicamente criticati questi due grandi? Teste di legno (in rima baciata con il cognome di un ben noto storico della letteratura di nome Natalino)


Dajj’-e-dajje a la fine ciaricasco
e ‘ntorn’ ar Gianelli giro e traccheggio
ne ll’ilusione de azzeccà un parcheggio,
pe ggòde ‘na lezzione in Itajjasco.

Ner treato stò ccommodo e m’infrasco;
però mm’attizza l’anima ir zaccheggio
che cce capa er più mmejjio e schifa er peggio.
Me seggno tutto pe cquanno arinasco.

Inzomma s’è sgamato che Leopardi
‘r pessimismo lo vede cor binocolo
ch'  a ‘nfinito j’annàveno li sguardi;

e po' Manzoni, cattolico deggno
d’annà ppe’ ttradizzione inzieme ar popolo.
Chi sso’ lli critichi? Teste de leggno.

Roma,  gio. 6 aprile 2017

Nel teatro dell’Istituto scolastico Gianelli il prof. Franco Nembrini
tiene la quinta ed ultima lezione di un ciclo dedicato
alla letteratura italiana significativamente intitolato
“Sulle spalle dei giganti”. Questa volta Giacomo Leopardi e Alessandro Manzoni

BELLI OPERATIVI  (in memoria di P. Pietro Tiboni mccj + 13.6.2017)

Dopo trentanni (forse qualcuno in più) torniamo all’argomento principale!/ Dico a voi che eravate presenti, /torniamo dai Comboniani (in via Lilio) per sentirci migliori:/ non servono segnali clamorosi (basta l’attrattiva del cuore),/ perché, insomma, ci sentiamo come a casa./ E’ dai tempi del servizio militare (P. Pietro faceva SdC ai militari di leva a Roma)/ che abbiamo “intuito qualcosa di vero per la vita” con Giussani, Tantardini, Tiboni…/ e ora ci arriva d’improvviso la triste notizia dall’Africa (Kitgum, Uganda).//  Il Signore sa che siamo cattivi (attratti dalle cose materiali e futili) da figli imbelli del peccato originale.// Però a ben pensare qualcosa ci riscatta/ perché una volta al mese almeno un gesto di carità/ ci tiene legati al filo d’oro delle origini. «Non mancherà mai lo spazio a chi corre verso il Signore. [...] Chi ascende non si ferma mai, va da inizio in inizio, secondo inizi che non finiscono mai» (da San Gregorio di Nissa, ripreso in  http://www.30giorni.it/articoli_id_23_l1.htm)

 

Doppo trentanno (o forse 40?) arisémo a bomba!
Sì, ddico a voi rigazzi/e, da Comboni
ciaritornamo pe sentìcce bbòni:
nun ce serve che ssòneno ‘na tromba,

perché cqua stàmo com’a ccasa, inzomma…
E’ dda li tempi de li marmittoni,
attenti a Giuss e Giacomo e Tibboni...
mo ecco da l'Uganna che cce piomma...

Gesù llo sa cche ssémo un pò ccattivi
(ce gusta da cercàcce oro e alloro)
da fijji d’Eva zozzi e lavativi.

Però, a penzàcce bene, m’accaloro:
‘na vòrta ar mese, belli operativi,
ce lega sempre un fior de filo d’oro.

Roma,  mar. 13 giugno  2017

Questo sonetto era pensato per lunedì 22.5.17

o per il successivo incontro mensile con gli amici del

Banco di Solidarietà –ROMA- L’Armonia,

ma per ovvii motivi è cambiata la dedica…

20170311 50esimo padre Virgilio Pacioni 01MEZZO SECOLO PARO – Mezzo secolo esatto

(festa per il 50esimo anniversario dell’Ordinazione sacerdotale di P. Virgilio Pacioni O.S.A.)

In occasione del 50esimo di sacerdozio di P. Virgilio, si ritrova una folla di amici per festeggiare e cantare (a “cori riuniti”)./ E’ la lunga storia di un popolo da raccontare, dagli inizi (da Checch’ e Nnina, per un romano è “da Adamo ed Eva”) ai nostri giorni, dai primi libri a quelli ancora da pubblicare./ Dalla natìa Maenza al Seminario della fredda Viterbo, Virgilio ci ha accompagnati nelle migliori Chiese di Roma (S.Agostino, S.Maria del Popolo, Santa Prisca, ecc.)./ In tutti questi anni ci ha guidati insieme a don Luigi (Giussani) e a sant’Agostino./ Ora però, da ignorante ho ancora qualche dubbio su “ama e fa ciò che vuoi” (in Ep. Jo. 7, 8)./ Allora, gente, qui servono altre lezioni./ Ricordando comunque che se qualcosa non è chiaro possiamo sempre chiedere spiegazioni anche al P. Nello Cipriani (grande nostro amico e uno dei massimi esperti del pensiero del Santo d’Ippona).

Pe ‘r cinquantesimo sacerdotale
che oggi s’intruppamo a festeggià,
se scatena un diluvio naturale
de ccomprimenti e cori pe ccanta'.

E’ ‘na storia de popolo, epocale,
che cquarcheduno la sa ‘riccontà:
da Checco e Nina a ‘st’era diggitale,
da incunabbuli a libbri da stampà.

Da Maenza e dar gelo viterbese
a ttutti cià pportato, nun è strano,
a Roma, drént’ a le più mmejjo chiese.

Mezzo secolo paro c’è vvorzuto,
ma Virgijjo a don Giggi e a ll’Africano,
inzieme a lui, fedeli cià ttenuto.

           Mo, senza fa er zaputo
dico: ciò ancora er dubbio su ‘nn’affare
così: “Vòi bbene e ffa’ ccome te pare”!?

            Alora, ggente care,
stàmo pronti a ‘mparà ‘n’antra lezzione,
che nun ciamanchi mai la spiegazzione.

             Epperò ffàmo atenzione:
si nun è ttutto chiaro ner cervello,
su Agustino ciassìste sempre Nello.

Roma,  sab. 11 marzo 2017
Nella storica chiesa dei Padri Agostiniani, S. Agostino in Campo Marzio,
grande concelebrazione di una santa Messa e festa per il cinquantesimo  
dell’ordinazione di Padre Virgilio Pacioni.


(o) foto scattate nell'occasione : QUI








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